"...La carità di Giulia é un mirabile affresco della Napoli del Seicento. E sembra quasi incredibile che una pagina così sconvolgente come quella della congregazione di Carità Carnale, che affascinò e attirò prelati, giudici, grandi signori, eruditi borghesi, abbia potuto operare quasi tranquillamente per quattordici anni nella città partenopea"Cristiana Lodi
La Voce di Mantova
"E' la storia, rigorosamente autentica, di Giulia De Marco, terziaria francescana, che nel primo Seicento fondò a Napoli una congregazione di 'carità carnale'. Scommessa teologica, paradossale interpretazione della fede, o perversione sessuale? I padri dell' Inquisizione, che la giudicarono su denuncia dei Teatini, non ebbero dubbi e la condannarono. L'autore Fabio Romano é professore, filosofo, archivista, studioso di vari interessi. Narra questa vicenda con eccezionale scrupolo, anche formale, e con sapiente dosaggio degli effetti, rivelandosi un romanziere vero, acuto nell'analisi degli stati d'animo e dei tormenti interiori. Può ricordare Manzoni e De Roberto. La sua Monaca di Napoli é una figura che crede in quello che fa e può anticipare una problematica contemporanea..."

La "Gazzetta di Mantova"
"La Carità di Giulia" fa ruotare intorno alla protagonista -personaggio discutibile, ma di grande fascino, al tempo stesso forte e fragile, santa e demonio- un intreccio di vita quotidiana, vicende politiche, congiure religiose, dipingendo un magistrale affresco della Napoli del 1600."

Eliana Demarco D'Alessio
Agorà
"...A raccontare con lui il suo libro in Sala Civica, alla presenza dell'assessore alla cultura Margherita Ferrari, c'era il giornalista Giancarlo Beltrame. Il quale, definendolo "romanzo di impianto ottocentesco attraversato da una sensibilità inquieta tutta moderna" non ha esitato pur quasi scusandosene, a scomodare Alessandro Manzoni.
...Si avverte, semmai, come si diceva all'inizio, che ci si trova di fronte a qualche cosa di diverso: un libro costruito con un impegno e un'ambizione morale estranei al nostro tempo che pare non conoscere più indugi. Nè da parte di chi legge, nè, tantomeno, di chi scrive."

Delia Garofano
L'Arena
"La carità di Giulia é un romanzo di rara potenza. La vicenda cupa e solare allo stesso tempo é affrontata con un piglio manzoniano. Il riferimento era addirittura obbligato per questa Monaca di Napoli che fece della gioia del sesso, non atto di ribellione solitaria come Gertrude, ma un'opera di evangelizzazione, un undicesimo comandamento fondato sul "crescete e moltiplicatevi"
...L'epilogo da Santo Offizio, da Colonna Infame, é noto. Ma l'autore riesce a sfuggire alle insidie della verità storica. Si concede, senza tradimenti, al romanzo, armandosi di quanto i maestri del Novecento hanno insegnato e stimmatizzando gli effetti del fanatismo e dell'intolleranza, più atroci di quanto comunemente viene posto sotto il marchio infamante del peccato."

Pietro Treccagnoli
Il Mattino



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